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Come in 30 anni siamo arrivati alla catastrofe

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Tra il 1970 e il 1979 il PIL italiano cresce del 40%.

Negli anni ’80 cresce di meno e aumenta del 25%.

Negli anni ’90 subisce una busca frenata e cresce solo del 13%.

Nell’ultimo decennio l’Italia è in recessione tecnica perché il PIL “cresce” solo dell’1,2%.

Il debito pubblico italiano nel 1984 valeva il 74,4% del PIL.

Nel 1992 arriva con un’impennata al 105,2%.

Nel 1994, senza più freni, sale fino al 121,8%.

Poi a seguito del Trattato di Maastricht nel 2004 scende al 103,9%.

Di nuovo comincia a risalire e nel 2009 arriva al 116,1%.

Nel 2010 diventa il 119% del PIL.

Insomma, il connubio mortale recessione e debito pubblico sta uccidendo l’Italia e la casta di politici e sindacalisti ha continuato a comportarsi come i violinisti sul Titanic, come se nulla fosse, ubriachi dei loro privilegi, dissociati dalla realtà.

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