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Il potere a Roma

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E’ una cerchia chiusa. Gestiscono le istituzioni come una comitiva di amici che si conoscono sin da scuola, mentre un ceto dirigente dovrebbe essere un crocevia di competenze e persone che variano con gli ingressi dei nuovi campioni nazionali e la fuoriuscita di chi non è più all’altezza di quello standing nazionale. Ed invece sono sempre gli stessi, anche se fanno pasticci e sono inadeguati, rimangono lì tenendosi l’un l’altro.

Nessuna meritocrazia e nessuna trasparenza.

E questo non è andato mai bene e soprattutto adesso non può più andare bene.

Occorre gente nuova nei vari pannelli di controllo delle istituzioni pubbliche e private italiane.

Io sarei anche per un drastico ricambio generazionale.

Se fossimo in tanti a pensarla così le cose cambierebbero.

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