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L’anaconda

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Fuori da un villaggio vive un terribile serpente che assale e morde chi gli va vicino e che da lontano terrorizza la gente col suo sibilo.

Il villaggio non sa cosa fare.

Fortunatamente un giorno passa da lì un maestro e gli viene chiesto di intervenire.

Il maestro va dal serpente e molto gentilmente gli parla.

“Devi lasciare in pace quei contadini. Non sono il tuo cibo. Non ti minacciano. Perché allora tu minacci loro? Capisco che tu debba mangiare i topi e le piccole bestie della foresta, ma perché terrorizzare questi poveri contadini? Fallo per me: smettila.”

Il serpente si commuove e acconsente.

Un anno dopo il maestro nel suo vagabondare ripassa nei pressi del villaggio e rivede il serpente: un occhio gli ciondola dalla testa, sanguina dalla bocca e ha tutto il corpo coperto di ferite.

“Che ti è successo?” chiede il maestro.

“Le tue parole, maestro, mi hanno davvero cambiato. Ho fatto esattamente come mi hai detto e ora tutti vengono qui a darmi bastonate e persino i bambini si divertono a tirarmi addosso i sassi che trovano. Ma io, maestro, continuo a fare come tu mi hai detto.”

“Stolto! Non ti ho mai detto di smettere anche di sibilare.”

(Tiziano Terzani)

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