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Non è giustificabile l’arretratezza del settore pubblico

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Sono appena tornato da una trasferta lavorativa a Sheffield, in Inghilterra, ed il confronto anche con la parte oggi più in difficoltà di quel Paese è deprimente.

Lì tutto ciò che è gestito dal pubblico funziona ed è all’avanguardia.

Porto ad esempio l’illuminazione: è tutta a led da diversi anni. Da noi ovunque ancora ci sono le lampade a luminescenza 🙁 che sprecano il 90% dell’energia elettrica.

In queste occasioni mi torna in mente quanto dalle nostre parti il settore pubblico non sia cooperativo con i cittadini e questo è corrosivo, considerando che i dipendenti pubblici vengono remunerati con le tasse imposte agli stessi cittadini.

Il contesto diventa poi inaccettabile se si realizza il fatto che da noi il settore pubblico, auto-alimentandosi voracemente e fuori controllo, è diventato abnorme e schiaccia inesorabilmente il settore privato, limitandone le libertà economiche.

Noi ci siamo abituati e lo consideriamo “normale”, ma NON È NORMALE, non è un castigo divino che dobbiamo per forza tenerci.

Il settore pubblico c’è per servire, e invece è diventato un’ameba onnicomprensiva che non deve rendere conto neanche a sé stessa. Condiziona pesantemente la qualità della nostra vita, del nostro lavoro, della democrazia.

Prima o poi questo giocattolo si romperà ed a quel punto sarà il caos e la rabbia.

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