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Primo cristianesimo e virtù

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Nel pensiero greco la conoscenza era abbinata alla virtù. Aristotele lodava l’orgoglio e disapprovava l’umiltà, i primi cristiani il contrario. Papa Gregorio Magno arrivò a rimproverare solennemente un vescovo perché insegnava la grammatica. L’etica cristiana aveva rivoluzionato il rapporto tra conoscenza e virtù: essenziale divenne la purezza del cuore, che si poteva trovare tanto tra i dotti che tra gli ignoranti. Un grande compositore o un grande pittore non erano di per sé più virtuosi per il solo fatto di possedere tali attitudini. La virtuosità consisteva nello scegliere giustamente tra le diverse azioni possibili, stava nell’evitare il peccato, piuttosto che in qualche atto positivo. Oggi ci siamo rigrecizzati e la purezza di cuore è stata declassata.

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