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Quanta ignoranza economica in Italia a tutti i livelli

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Dal 1992 l’economia italiana cresce meno della media dei Paesi industrializzati, che a loro volta sono molto più lenti dei Paesi emergenti.

Ed in tutti questi anni i dibattiti sull’economia in Italia sono stati ancora tarati all’Ottocento, quando il settore manifatturiero era il più importante, mentre oggi nelle economie avanzate i servizi rappresentano l’80% dell’economia e sono quelli con i trend in crescita e che creano posti di lavoro.

L’Italia in Europa è quella col settore manifatturiero più importante dopo la Germania.

Però, mentre questo dato in Germania è sinonimo di high tech, in Italia indica un’economia immobile, non al passo coi tempi.

Lo stesso commercio in Italia poco innovativo ha rappresentato l’ennesima occasione persa di sviluppo.

Meno concorrenza vuol dire che i prezzi non scendono e la gente consuma di meno (come ad esempio nella filiera del fresco che è la meno trasparente e innovativa), vuol dire peggior qualità della vita dei consumatori alla ricerca della farmacia di turno o dell’edicola aperta, vuol dire la mancanza di nascita di nuove grandi imprese competitive. Difatti, eccetto che per Autogrill (unico caso italiano all’altezza dei tempi), la pizza al mondo la porta Pizza Hut e il cappuccino Starbucks, che fanno quello che gli italiani non sono riusciti a fare!

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