Trattativa tra Stato e Cosa nostra

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Con il Maxiprocesso conclusosi nel 1987 finisce l’invincibilità dei mafiosi. Per la prima volta non vengono scagionati per insufficienza di prove, ma condannati in massa. È la fine di un’epoca durata quarant’anni e cominciata con l’inizio della Repubblica Italiana.

Allora la parte più sana della magistratura (perché ce n’era tanta meno sana) ha cominciato l’aggressione ai piani alti, ai colletti bianchi, quelli che Falcone e Borsellino sapevano essere i loro veri interlocutori, i competitors.

Ma, mentre per i politici di caratura regionale (vedi Cuffaro) si è riusciti a superare il muro della Corte di Cassazione (l’organo che fa la “sintesi politica” tra giustizia e interessi da difendere), per quelli di levatura nazionale (vedi Andreotti, Mannino, Dell’Utri), al di là del fatto che questi personaggi siano innocenti o colpevoli, la Corte di Cassazione non arretra, difende la casta dei piani alti della politica “segreta” italiana, perché difendendo loro difende se stessa.

Ancora, quindi, non siamo un paese normale, ma ci arriveremo. Speriamo nella prossima generazione di magistrati, che siano mentalmente più moderni e non legati ai vecchi feudali sistemi di potere. Rimango ottimista.

Fonte: Livesicilia.it

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