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Vincere la guerra culturale per rilanciare il benessere

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Il modello europeo più performante nel ridurre la disuguaglianza dei redditi è quello danese, in cui le imprese sono libere di licenziare e i lavoratori vengono protetti da un’importante indennità di disoccupazione.

Si proteggono i lavoratori e non le aziende decotte, i consumatori e non i produttori.

È molto più equo perché protegge tutti e non solo i privilegiati delle grandi aziende collegati ai sindacati. Insomma, giovani, donne e Sud non vengono tagliati fuori dalle protezioni sociali.

Inoltre, le società scandinave vantano una mobilità sociale addirittura superiore a quella anglosassone, grazie all’impegno pubblico sull’istruzione di qualità e sugli asili nido, per cui il figlio di un operaio può diventare un top manager senza che questa venga considerata un’anomalia.

Incrocio le dita e spero che la zavorra politico-culturale che ha affossato l’Italia dal ’68 in poi venga finalmente marginalizzata, anche se è inquietante il fatto che in questi giorni CGIL e FIOM siano onnipresenti in tv, sostenuti dal mondo del giornalismo e dai conduttori tv.

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