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Aspetto il 1989 siciliano

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In Sicilia nei decenni del dopoguerra si è passati da una società agricola arretrata, piena di tabù e conformismi, dove però si lavorava duramente senza storcere il naso, ad una società di pubblica amministrazione arretrata e parassitaria.
Si è vissuti bene, ma si è distrutta la capacità di lavorare sul serio e creata una mentalità di deresponsabilizzazione generale.
Adesso che, per l’insostenibilità del debito pubblico, l’intera società non potrà piú vivere di sola pubblica amministrazione parassitaria, che ha avuto nell’ignoranza e nell’inefficienza i suoi tratti somatici, le nuove generazioni si sentono tradite.
Hanno visto i loro familiari e amici guadagnarsi da vivere lavorando poco e male e, quando sarebbe toccato il loro turno, si sono visti chiudere i cancelli dei concorsi pubblici.
A questo punto buona parte dei giovani migliori è emigrata.
L’economia siciliana in questi ultimi decenni senza la spinta delle nuove generazioni si è avviluppata su se stessa, incapace di darsi quella direzione di marcia che la potesse sganciare dalla melma della pubblica amministrazione locale.
A parole è facile parlare di trasformazione verso una società di terziario avanzato, con turismo, high tech, cultura del servizio e della pulizia, eccellenza nell’esecuzione dei compiti, trasparenza e snellezza delle procedure, ma queste sono e rimangono parole vuote di ogni sostanza, incomprensibili ai piú.
Cambiare la mentalità di una popolazione, che peraltro ha storicamente un’attitudine conservatrice, poco propensa ai cambiamenti ed all’innovazione, è una missione impossibile.
Ma dato che in Sicilia ci sono nato e cresciuto, mentre comprendo chi non essendo di qui se la fa alla larga, considero un dovere morale dare esempi di modernità, perchè gli esempi piú delle vuote parole contribuiscono al superamento di questa mentalità arcaica.
E per riuscire a trovare “simili” con cui condividere questo cammino ho provato a frequentare anche organizzazioni esclusive sia religiose che laiche, abbandonandole però presto perchè vivevano la stessa arretratezza del cittadino medio. Queste cosiddette elité mi sono sembrate piú parte del problema che della soluzione.
In ogni caso, al di lá di ogni razionalità, lavoro giorno dopo giorno affinchè cada anche in Sicilia quel muro che ci separa dalla civiltà. Se ci sono riusciti nell’est col comunismo, anche noi avremo il nostro 1989.


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