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L’aeroporto che aiuta il turismo

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L’aeroporto Fontanarossa di Catania serve 7 provincie siciliane e quindi una cittadinanza di milioni di persone che hanno solo nell’aereo la soluzione per sopperire alla marginalità geografica.
Inoltre, l’unica industria che al momento ha un futuro in Sicilia è quella del turismo che è per lo più legata proprio ai voli, sopratutto diretti, ossia senza scali intermedi che allungano di parecchio i tempi di percorrenza, i costi del biglietto e i rischi di complicanze di ogni genere.

Ecco perché il potenziamento dell’aeroporto catanese dovrebbe essere in cima ai pensieri di centinaia di sindaci, decine di consiglieri regionali e così via.
Troppa parte del destino siciliano è legato allo sviluppo o al mancato sviluppo negli scorsi decenni di Fontanarossa.
È proprio così, anche se purtroppo sono ancora in pochi ad averlo chiaro, a cominciare da buona parte dei politici, che dovrebbero rappresentare gli interessi generali del territorio.
Ecco che allora diviene di enorme rilevanza che sia direttamente connesso sia con la metropolitana, per servire in pochi minuti la cittadinanza catanese, sia con la stazione ferroviaria, affinché prendendo un treno a Enna o Agrigento si potrà arrivare in poco tempo dentro l’aeroporto.
Quando, come per l’aeroporto, gli sforzi reali, e non solo le chiacchiere, ci porteranno alla “normalità” infrastrutturale, allora il potenziale di crescita siciliano decollerà.
Lasciamo perdere l’assistenzialismo ancora di moda in Sicilia, porta solo povertà e crea un popolo che giorno dopo giorno diventa incapace di lavorare davvero e che finisce per credere di aver il diritto ad essere mantenuti dagli altri.
Andiamo oltre il vissuto di questi anni e riacquistiamo la nostra dignità, troppo spesso umiliata.


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