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Bussola ed élite

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È sotto i nostri occhi che su scala mondiale sta mancando una élite in grado di direzionare gli esseri umani nel frenare quel cambiamento climatico che comporterà disastri inimmaginabili entro alcuni decenni. Non si può chiedere alle persone ordinarie di avere la visione e il senso di responsabilità necessari per orientarsi da soli, ci vuole chi dà la direzione di marcia.

È sotto i nostri occhi che su scala europea c’è bisogno di una élite in grado di direzionare gli europei nel disegno di una grande madrepatria che faccia da ombrello protettivo nei confronti di potenze straniere che altrimenti continuerebbero ad approfittarsi della debolezza dell’Unione Europea con pesanti ricadute sui sistemi democratici e sul nostro benessere economico. Non si può chiedere ai normali cittadini di avere la visione e il senso di responsabilità necessari per orientarsi da soli, ci vuole chi indica la direzione di marcia.

È sotto i nostri occhi che su scala italiana sta mancando una élite in grado di direzionare gli italiani verso quei cambiamenti di mentalità ineludibili per rendere efficaci istituzioni pubbliche che oggi arrancano e per far della trasformazione digitale di ogni attività non una minaccia allo status quo, ma l’opportunità di valorizzare il senso del buono e del bello che sono innati nel nostro popolo. Non si può chiedere alla gente comune di far da soli questi salti mentali di paradigma, vanno guidati, spinti e rassicurati, affinché metabolizzino che questi cambiamenti saranno un’opportunità di miglioramento delle loro vite.

Il rapporto diretto del capo carismatico col popolo finora ha portato alla demagogia, perché la manipolazione dei cittadini si alimenta con le fake news e non permette di affrontare con serietà i problemi sul tappeto. Ed allora la soluzione più efficace è dare impulso alle élite su ogni scala: cittadina, regionale, nazionale, europea e globale.

Ecco come le parole di Aldo Moro spronano alla pazienza, al coraggio ed alla fiducia: “Se fosse possibile dire saltiamo questo tempo e andiamo direttamente a domani, credo che tutti accetteremmo di farlo. Ma non è possibile. Oggi dobbiamo vivere, oggi è la nostra responsabilità. Si tratta di essere coraggiosi e fiduciosi al tempo stesso. Si tratta di vivere il tempo che ci è dato vivere con tutte le sue difficoltà.”

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