Camminare a testa alta

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Dai tempi dell’università sono un attivista a favore della giustizia sociale (per i veri deboli che non sono certo gli impiegati pubblici, ma le tante parti della società abbandonate a sé stesse), di meritocrazia e di trasparenza ad ogni livello (per abbattere le ruberie nelle istituzioni pubbliche e per permettere a chi non è ‘figlio di papà’ di poter ambire coi propri talenti e sacrifici ai più alti incarichi).
Per me giustizia sociale, trasparenza e meritocrazia sono idee forti per le quali tutte le energie dedicate in 30 anni sono state ben spese, anche se non ho visto i risultati sperati sul campo e razionalmente appaio uno che ha sprecato solo tempo e denaro inutilmente.
Ma sento un dovere morale dentro di me, la mia fede non posso viverla in forma privata. Per me il cristianesimo non è una religione quietista, ma al contrario mi spinge alla lotta per la giustizia. E quindi continuerò, come se i fatti mi stessero dando ragione, la mia ‘irragionevole’ azione di testimonianza.


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