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Dal 1992 non è cambiato nulla

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Stamattina ho avuto una conversazione con un caro amico che negli ultimi anni si è impegnato in un ruolo spinoso ai vertici di un ente economico controllato dalla politica.

Essendo una persona perbene e senza scheletri nell’armadio è stato un muro di gomma alle tante pressioni, per aver appalti truccati o assunzioni clientelari, che giornalmente subiva.

Ed il guaio è che le subiva queste indebite pressioni da tutto il ceto politico, amici di partito, alleati e avversari politici, di ogni colore, coalizione o corrente, alti e bassi, biondi e bruni, sia da quelli che parlano un ottimo italiano e vestono “fino”, sia da quelli più rustici, ha ricevuto allusioni e minacce, insomma un delirio.

Una persona perbene dalle nostre parti che finisce al vertice di un’amministrazione parapolitica vive sempre la stessa via crucis, o si allinea e diventa anche lui un delinquente o diventa il granello di sabbia, odiato da tutti gli attori del magna magna, che rischia di bloccare l’ingranaggio del malaffare.

E quando alla fine è costretto ad uscirsene e comincia a rivedere il “film” che ha vissuto, se è riuscito a mantenere la schiena dritta avrà l’orgoglio di aver fatto la sua parte per la civilizzazione di quest’isola, ma anche la grande preoccupazione che gli attori della politica locale sono quasi tutti avventurieri alla ricerca del saccheggio del denaro pubblico per arricchirsi ed anche far carriera politica.

Mi ricorda le stesse sensazioni che io provai nel 1992 quando feci un’esperienza ai vertici di un ente parapolitico, desolante mediocrità morale attorno a me e tanta solitudine.

Perché da noi le persone perbene rimangono sole, mentre i delinquenti tra loro un accordo lo trovano sempre.

Ovviamente alle spalle degli italiani.


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