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Il Mezzogiorno:1/3 d’Italia alla deriva

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Dal 2010 la Commissione Europea misura il grado di sviluppo e di competitività di tutte le regioni d’Europa.
In Italia la prima è la Lombardia al 128° posto, l’ultima è la Sicilia al 235°.

E’ un fallimento storico di proporzioni devastanti che coinvolge il ceto politico di ogni colore e quasi tutta la classe dirigente meridionale.

E questo degrado attiva ulteriori conseguenze perverse, perché una regione che dà segni di vitalità attrae risorse dall’esterno, mentre una che declina come la Sicilia fa scappare tutti, accelerando anche il drenaggio di cervelli da Sud a Nord, che c’è sempre stato, ma mai nelle proporzioni odierne.

Con la nascita della Seconda Repubblica il Mezzogiorno non è più una priorità nazionale ne per i governi che si sono succeduti ne per la politica e i mass media, che hanno prestato e prestano tutte le loro attenzioni al Nord.

E quest’egoismo territoriale, abbinato alla crisi economica mondiale, hanno reso in pochi anni il Sud un deserto economico.
Invertire il declino è molto difficile, occorrerebbe una Merkel italiana che imponga il suo pensiero agli italiani, mentre i politici locali leggono i sondaggi per poi allinearsi ai pensieri della pancia del popolo, che notoriamente non volano alto, anzi non volano proprio.

Fonte: Corriere.it


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