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Italia Futura e Movimento Cinque Stelle

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Alcuni giorni fa ho partecipato alla riunione del comitato fondatore di Italia Futura in Sicilia (il movimento politico di Montezemolo). Si è tenuta a Cefalù esattamente lo scorso 18 giugno. Ottima organizzazione, ma i partecipanti sembravano peccare di quel tasso indispensabile di voglia di reale e profondo cambiamento che misurano lo spessore di una nuova iniziativa politica. Con lucida follia presi la parola per dichiarare che in Sicilia dovevamo rinunciare allo statuto speciale, perché in questi decenni era stato uno strumento per aumentare i privilegi. Palermitani e trapanesi saltarono dalla sedia indignati dalle mie parole, avevo raggiunto il mio scopo, testimoniare da dove partire se si vuole far sul serio, con proposte di rottura, e che li non ce n’erano i presupposti. Il 18 è stato il primo passo in Sicilia di IF, per me una passo falso, speriamo bene per i prossimi, perché le idee moderne e liberali espresse a livello nazionale sono serie, illuminanti e condivisibili.

Oggi ho partecipato a Catania alla prima assemblea provinciale del Movimento Cinque Stelle. C’erano tante persone perbene e molti giovani. Però assomigliava più ad un’assemblea universitaria che ad una riunione di chi può cambiare davvero il volto alle istituzioni cittadine. Per farlo occorre tanta capacità organizzativa, mentre oggi su argomenti in fondo banali si votava alzando la mano e poi ci si mettevano cinque minuti per contare i voti. Dispersivo e poco incisivo, in un’occasione così importante che vedeva insieme gli attivisti delle tante zone della Sicilia, era possibile far di più. Anche in M5S a Catania si può fare bene, ma occorreranno leader in grado di dare un passo sicuro al movimento, altrimenti possibilmente si prenderanno lo stesso dei seggi alle prossime elezioni, per poi però sprecare l’opportunità di reale cambiamento, perché macinati dai mestieranti della politica ed ancor di più dai funzionari della PA che riescono a irretire quasi chiunque.

Seguo con interesse per dovere civico quanto accade in politica perché occorre rivoltare l’Italia come un calzino e io, da imprenditore, ogni giorno combatto con un ecosistema avverso a chi prova a creare valore e posti di lavoro. Occorrono buoni politici, così come occorrono buoni imprenditori.

Ognuno dovrà poi fare la sua parte.

 


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