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La scorrettezza dello Stato italiano

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Un Comune del siracusano deve ad una mia azienda dei soldi e non paga.

Fino a pochi anni fa dopo 60 gg dalla comunicazione dell’esecutività del decreto ingiuntivo era possibile ottenere il recupero del credito.

Poi con la Finanziaria 2007 il parlamento ha allungato a 120 gg il tempo concesso all’ente locale per pagare, creando quindi una disparità tra pubblico (favorito) e privato (sfavorito).

Allora si provò a contrastare questa differenza di trattamento, ma la corte costituzionale in virtù del privilegio concesso alla pubblica amministrazione (rimaniamo la cultura più pubblicista dell’Occidente) rigettò il ricorso.

Nel 2010 un’ordinanza della Cassazione ha normato che passati i 120 gg dalla comunicazione del decreto ingiuntivo esecutivo, prima di recuperare il proprio credito bisogna ricomunicare lo stesso decreto ingiuntivo ed aspettare altri 120 gg 😮

Insomma, con un colpo di mano ha raddoppiato i tempi già lunghissimi, che a loro volta erano già stati raddoppiati!

Se poi ancora il Comune non paga occorre ricorrere al TAR e passano altri 6 mesi.

Se poi ancora l’ente locale non paga occorre far nominare un commissario ad acta e passa un altro mese.

Insomma, almeno 15 mesi di carte ed atti per pretendere il rispetto di un diritto acquisito con un decreto ingiuntivo esecutivo.

Ecco come siamo combinati ed ecco perché molte aziende stanno saltando!

Quando stasera l’avvocato che sta seguendo questa operazione mi sciorinava questi dati mi vergognavo di essere italiano.

Occorre rivoltare la giustizia civile italiana come un calzino.


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