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Maleducati da decenni, adesso sarà dura

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In Italia così come non si premia il merito (perché è considerato di destra?) non si punisce chi trasgredisce (per un buonismo cristiano tutto italiano?).

Ma qualunque forma di educazione è fatta di premi e punizioni!

C’è in Italia una cultura (perdente) che tende a puntare sull’uguaglianza sociale.

Ma l’uguaglianza deve essere quella delle opportunità, non quella dei risultati.

Riconoscere la diversità dei risultati è fondamentale (vedete come è finita in URSS e noi siamo sempre stati il paese più comunista dell’Occidente).

Così come nel calcio si mandano in campo gli 11 più in forma, così è in ogni contesto competitivo.

Ma in Italia la competizione è vista come una criticità da rimuovere, il mercato è l’invenzione dei banchieri per sfruttare la povera gente,… e così via con queste amenità.

Ricordo quel buffone di Bertinotti che anni fa voleva assumere tutti i disoccupati nella pubblica amministrazione e la gente lo applaudiva entusiasta :-(((

Dobbiamo allenarci molto (ossia educarci) per tornare competitivi, cambiare mentalità, ma da troppi decenni al posto di far sport per mantenerci in forma, mangiamo patatine davanti ai talk show televisivi e ci sentiamo tanto stanchi.

Come un poltrone quando ricomincia a correre deve sentirsi una vera schiappa, così l’Italia di oggi rischia di sembrare un ponchiolotto sudaticcio che spera di tornare il prima possibile al suo comodo divano davanti alla TV ed alle sue patatine fritte.

A quando la spending review? A quando i licenziamenti tra gli statali che non servono in uffici totalmente inefficienti?

Insomma, per l’Italia, se tutto va bene, sarà dura. Altrimenti sarà un inferno, come in Grecia. E la colpa sarà nostra, della nostra pigrizia mentale, della nostra ignoranza (o per meglio edulcorarla “furbizia”).


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