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Morte e umanità

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Alcuni dicono che una vita che non consente più di essere fedeli a se stessi non vale più la pena di essere vissuta: si grida alla perdita di dignità.

Dimenticando così tutte le risorse insospettate che dormono nei sotterranei dell’essere, tutte le ricchezze che non abbiamo sfruttato, perché ne abbiamo privilegiate altre.

Tutta quella vita interiore, intima, affettiva, spirituale.

C’è sicuramente ancora molto da imparare, alla fine di una vita, da quegli archivi dell’essere umano così trascurati nel nostro mondo.

Forse si ha molto da insegnare agli altri su questo piano, quando si sta per morire.

So bene quanto ricevo e tutto quello che imparo da coloro che non possono più fare niente, tranne esserci.

Da quelli che non hanno più niente da regalare se non un sorriso, o il loro sguardo spalancato, oppure il loro modo così delicato di lasciarsi curare.

Mi hanno insegnato a essere più semplice e più umana.

(Marie de Hennezel)


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