Nausea

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Buona parte degli italiani non ha passione per politica ed economia, non approfondisce gli argomenti e non si crea una base di conoscenze per poter capire davvero quel che succede.

Quindi si affida al proprio intuito, alle percezioni, vanno a simpatia e antipatia, create soprattutto guardando la TV.

E, come per tutti i ragionamenti di simpatia e antipatia, le opinioni possono cambiare velocemente.

Il loro consenso non è quindi legato a un progetto sociale, economico, politico, ma alla simpatia verso un leader o un altro.

Così, basta che dall’alto si decida, nelle linee editoriali dei programmi TV più popolari, di massacrare qualcuno o qualcosa, e nell’arco di un po’ di tempo mezza Italia si fa convincere.

In questi ultimi mesi basta leggere i giornali nazionali o guardare la TV per trovarsi davanti alle solite due tipologie di “intellettuali” a cui ci siamo abituati da un ventennio. Gente che di pensiero proprio ha davvero poco, semplici militanti che parteggiano per la loro fazione. Però i giornalisti, nel gioco delle parti, li accreditano come intellettuali che con distacco ci presentano la “verità”. Una palese finzione a cui però abboccano in tanti e che ha la sua efficacia.

Questi intellettuali sono suddivisibili in 2 filiere: circa il 70% sono di sinistra estrema (ex PCI – PDS – DS), mentre buona parte della percentuale rimanente è dell’entourage di Berlusconi.

Le due filiere hanno il dominio di giornali e TV e sparano a zero contro Renzi (che voleva rottamare i main sponsor delle due filiere) e Grillo (che considerano il nuovo Attila alla conquista di Roma), i due personaggi che vorrebbero cambiare qualcosa in Italia.

Questo dominio assoluto nelle filiere dell’informazione nazionale ha finora condannato l’Italia al peggio e mi provoca un senso di nausea.

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