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Prima pensiamo alla pecora e poi alla lana

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In Italia è troppo consolidata l’idea che le lotte politiche possano cambiare le cose.

Questo è vero per la distribuzione della ricchezza, per la difesa della democrazia, per la protezione dei più deboli.

Se però ragioniamo di sviluppo economico e di produzione di ricchezza, allora l’opinione pubblica non deve pensare solo alla lana da tosare, ma alla pecora da tenere in forma e vigorosa, ossia ad avere un Sistema Italia efficiente e competitivo.

Altrimenti, limitarsi alla distribuzione di ricchezza, vuol dire solo battersi per ottenere più degli altri, ma il volume complessivo di lana rimarrebbe sempre lo stesso.

Ebbene, in Italia non ho mai visto marce, scioperi e serrate con appelli in favore della pecora!

Ma ce n’è un’infinità di manifestazioni sulla lana da accaparrarsi.

E la politica, sempre alla ricerca dei consensi e non del bene generale di lungo periodo, si è sempre sbilanciata sul versante della distribuzione della lana che non c’era.

Ecco quello che è successo in Grecia e in Italia.

Un ultimo appunto. Tutte le pubbliche amministrazioni cercano soldi e i politici (e illustri professoroni delle polpette) sono convinti che basta trasferire denari che possa esservi una crescita.

Ma se in un’auto il motore funziona male, anche se ci pompi benzina, non ottieni grandi benefici e ne sprechi buona parte.

Prima aggiusta il motore ed a quel punto i trasferimenti di risorse avranno un senso compiuto ed aiuteranno il rilancio dell’Italia.


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