egoismo-Italia_Giuseppe_Ursino_blog

Se ci teniamo all’Italia

Condividi questo articolo:

Per lavoro viaggio spesso fuori dall’Italia e mi capita di soffermarmi a riflettere sul perché, nel confronto con le altre nazioni, noi italiani non siamo bravi nella gestione di ogni forma di organizzazione.
Partiamo dall’assunto che ogni uomo sulla faccia della terra ha una componente di egoismo alta, ma fisiologica.
Poi ci sono aree del mondo dove l’egoismo invece raggiunge la patologia.
L’Italia è una di queste aree.
L’italiano di norma fa una sola eccezione al proprio egoismo, il proprio nucleo familiare.
E quest’approccio, questa mentalità, ci fanno lavorare male, perché gli unici obiettivi che vengono considerati importanti sono quelli personali, mentre le performance dell’azienda per cui si lavora (sulla pubblica amministrazione taccio per amor di patria) sono considerati quasi irrilevanti, almeno fin quando non finiscono per intaccare i propri interessi individuali.
Come nello sport, maestro di vita, può una squadra di calcio senza attaccamento alla maglia, dove i giocatori pensano solo a se stessi e non fanno gioco di squadra, vincere il campionato?
L’indole di un popolo non si cambia nel giro di pochi anni, per vederla modificare occorre porsi quale metro di misura il secolo, ed allora quale soluzione è adottabile nel breve?
Dato che il benessere generale oggi con la globalizzazione non lo crea il singolo lavoratore o la singola azienda, bensì il sistema Italia nel suo complesso, che si fa?
Imporre con la forza ai più quello che per indole non ci appartiene?
O, per amor di pace, assecondare l’indole e continuare a vivere nel degrado dell’anarchia degli egoismi?
Se per far funzionare il sistema Italia serve che i più spingano nella stessa direzione, si è disposti a cambiare le regole di gioco e minimizzare l’influenza oggi bloccante della miriade di gruppi di interesse che difendono lo status quo?
Per ridare un futuro alle nuove generazioni e l’orgoglio dell’appartenenza a un grande Paese si è disposti ad andare oltre i diritti acquisiti e i logori rituali istituzionali della decadente Repubblica italiana?


Condividi questo articolo: