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Sud colonia?

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Un po’ di informazioni rilevanti dedotte da atti pubblici. L’indicatore di dotazione infrastrutturale del Mezzogiorno mostra un gap del 20% rispetto alle media nazionale (Rapporto Unioncamere 2008). La spesa pubblica in conto capitale per il Sud, ossia in investimenti pubblici (strade, ospedali, ecc.) e in incentivi alle imprese, secondo il DPEF 2000-2003 e i successivi doveva essere il 45% della totale. Ebbene, a consuntivo, al massimo ha raggiunto nel 2001 il 40,4%, poi è andata scendendo anno per anno arrivando a essere nel 2007 il 35,3%. Adesso nel 2008 il nuovo DPEF ha cancellato anche formalmente quest’accordo bipartisan. Facendo rapidamente due calcoli nel quinquennio 2002-2006 ben 50 miliardi di euro da spendere nel Sud sono stati spese nel Centro-Nord! La spesa pro capite 2000-2006 per investimenti pubblici è stata di 680 euro al Sud e di 946 euro al Centro-Nord (dati MiSE). In questi anni le imprese europee sono sempre più abbandonate dalle politiche economiche; dal massimo dell’1,13% del PIL europeo nel 1997 gli incentivi alle imprese sono diventati solo lo 0,59% (dati Commissione Europea). Tremonti ne ha approfittato quasi azzerandoli per il Mezzogiorno, incamerando le somme nel bilancio dello Stato. Nessuno ha protestato, né la destra né il centro né la sinistra, e chi di facciata l’ha fatto ha poi votato in parlamento ogni legge capestro per il Mezzogiorno. Inoltre, al contrario di quanto si pensa al Centro-Nord sono attivi molti più strumenti di incentivi alle imprese rispetto al Sud. Difatti, nel quadriennio 2003-2006 sono state concesse agevolazioni a 301.124 aziende nel Centro-Nord e a 145.906 aziende nel Sud (dati MiSE). La grande stampa e le associazioni di rappresentanza, con pregiudizi non basati sui fatti, hanno diffuso una valutazione sui fondi strutturali di sostanziale spreco e anche di finanziamento alla criminalità organizzata; mentre i dati dell’Ufficio Europeo per la Lotta Antifrode mostrano che le irregolarità italiane si attestano sul 3% della spesa dei fondi comunitari, inferiore a quella di tanti altri paesi, quali la Spagna, l’Olanda o la Gran Bretagna. Tra l’altro da noi si fanno anche molti più controlli che negli altri paesi. La spesa pubblica corrente, ossia stipendi ed acquisti delle pubbliche amministrazioni, nel decennio 1996-2006 è stata antidistributiva, al di là dei luoghi comuni: difatti, la spesa pubblica corrente pro capite è nel Mezzogiorno del 28% più bassa di quella spesa per i cittadini del Centro-Nord, migliaia di euro per persona in meno per i nostri territori. Inoltre, le imprese pubbliche locali, con costi del personale del 15% del totale, spendono per abitante 60 euro al Centro-Nord contro i 20 euro spesi per abitante al Sud, dove i costi per il personale delle imprese pubbliche locali è doppia, attestandosi sul 30% del totale, una forma di ammortizzatore sociale clientelare (dati MiSE). Nel Sud sono pochissime le donne che lavorano, meno di una su tre, mentre nel resto del Paese lavora più di una su due; quindi con tutte queste famiglie monoreddito si è molto più esposti ai rischi economici (dati Banca d’Italia). L’indice di criminalità dell’ISTAT mostra tra il 1995 e il 2006 una riduzione dell’11% nel Mezzogiorno e un aumento del 45% nel Centro-Nord. Infine, due battute sul nostro Paese. Negli anni duemila l’Italia è l’ultima tra i 27 Paesi dell’Unione Europea per produttività pro capite. Inoltre, in Italia sono in vigore 22.000 leggi, in Francia 10.000, in Germania solo 4.000 (dati Banca d’Italia).


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