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Superate le associazioni datoriali novecentesche

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Si può fare a meno di un’organizzazione datoriale?

Oggi, negli Stati Uniti, paese moderno dove è consapevolezza generale che sono le imprese che creano valore e posti di lavoro veri, se ne può fare a meno e, difatti, se ne fa a meno.

In Italia, paese statalista ed anti-impresa, occorre che gli imprenditori facciano insieme massa critica per difendersi dall’invadenza ed inefficienza dello Stato e dall’odio sociale dell’antagonismo di sinistra, che ancora ha cittadinanza nella pancia di tanti italiani cresciuti nell’assistenzialismo dell’economia pubblica più ingombrante e parassitaria dell’Occidente.

Serve questa rappresentanza che non dà quasi nulla all’imprenditore, se non sterile retorica, e sempre una totale acquiescenza alla politica con un’inerzia conformista e connivente? Se le organizzazioni datoriali non solo non aiutano le imprese, ma anzi servono a garantire la politica da eventuali intemperanze degli imprenditori, perché questi non debbono cercare altri modelli rappresentativi?

Uscire dalle attuali organizzazioni datoriali è la questione che ci si deve porre oggi perché solo così si esce dai luoghi comuni, dagli interessi stratificati, dalle ricette stantie, dalle solite personalità autoreferenziali e ci si proietta verso il nuovo e il diverso. Altrimenti, si è già perso in partenza.

Non si capisce perché in Italia esistono tante sigle per rappresentare gli interessi imprenditoriali, con l’enorme moltiplicazioni delle spese per i funzionari interni facendone ricadere i costi sulle imprese, con un’inevitabile autoreferenzialità perché la segmentazione del popolo delle partite IVA finisce per rendere ogni associazione datoriale poco rappresentativa, al di là di quanto investa per rendere “autorevole” il proprio brand.

E’ arrivato il momento che tutti gli imprenditori si riuniscano in unico soggetto datoriale, tralasciando le sigle novecentesche, e si riprendino la rappresentanza degli interessi datoriali oggi delegati ai burocrati delle tante associazioni di categoria.

Inoltre, in Sicilia non bisognerà più permettere ai poteri romani di fare i pupari sulle nostre teste.

Una volta riorganizzati, a quel punto tenere alto lo sguardo davanti alle istituzioni e trattare con loro su ogni punto che fa della nostra terra quella con le condizioni di contesto per fare impresa più difficili nel mondo civile.

Pronti a tutto, se sarà necessario.

 


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