Tavolo per le imprese 2017

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Buon 2017 a tutti i siciliani.

Due parole da parte del Tavolo per le imprese.

Per come è organizzata la Repubblica italiana una parte fondamentale della spesa pubblica in Sicilia è gestita dalla Regione Siciliana e in Sicilia gli ultimi 3 presidenti sono Cuffaro, Lombardo e Crocetta.
Quindi il popolo siciliano ha le sue belle responsabilità sulla spesa pubblica in Sicilia per clientelismo, assistenzialismo e sprechi.

A Catania procede senza sosta l’aggravarsi del declino sociale ed economico.
Sindaco e giornale filo-governativo possono raccontare qualsiasi favola sul fantomatico rilancio cittadino, la gente scuote la testa irritata e aspetta che arrivi la possibilità di votare e cambiare pagina.

Una volta esistevano nella società i corpi intermedi che in qualche modo riuscivano ad indirizzare le istituzioni, adesso vediamo quanto volano basso, basta pensare all’abbraccio mortale in Sicilia di Confindustria prima con le Giunte Lombardo e poi con le Giunte Crocetta.
Quando chi sta parlando frequentava quegli ambienti, in Giunta di Confindustria Sicilia prese la parola e avvertii, tristemente isolato, del disastro che avrebbero combinato facendo degenerare l’associazione in soggetto parapolitico. I fatti negli anni a seguire ci hanno dato ragione.

Nonostante tutto questo squallore i Tavolisti, da imprenditori, guardano con ottimismo a quel che di buono ci può aiutare ad uscire dal degrado.

INTERNET impone la trasparenza e la battaglia di retroguardia di tanti politici e burocrati locali nel non applicare le norme vigenti sulla trasparenza è per loro una guerra che non hanno speranza di vincere, possono solo rallentare la loro disfatta.

Le INFRASTRUTTURE logistiche, anche se con un colpevole ritardo di decenni, prima o poi arriveranno o diventeranno dignitose.
Un aeroporto di dimensioni adeguate alla popolazione siciliana ed alla vocazione turistica.
Un porto aperto alla città pieno di ristorantini, come accade in tutto il mondo.
L’alta velocità ferroviaria che attualmente si ferma a Napoli, tenendo fuori un terzo dell’Italia.
Il ponte sullo Stretto di Messina che in qualsiasi altra parte del mondo già sarebbe stato costruito, mentre qui rimaniamo in balia di personaggi ubriachi di ideologie novecentesche.

E poi siamo convinti che è questione di tempo e si vincerà anche la lotta sottotraccia della parte sana, e fino ad oggi soccombente delle istituzioni, alla malavita che trae grandissimi vantaggi dall’attuale gestione dei RIFIUTI, pagati con le nostre tasse con fiumi infiniti di denaro pubblico.

Con la trasparenza siam sicuri che nei prossimi anni non ci sarà più spazio per una gestione della SANITÀ siciliana così discrezionale, clientelare e sprecona, in mano al peggio della politica e della burocrazia.

Il nostro auspicio è che si creino a Catania e in Sicilia quelle condizioni per far rientrare dall’estero quei siciliani che son dovuti scappare per avere un futuro dignitoso.

Concludiamo con una gran bella notizia, stavolta non una promessa, ma un obiettivo di rilevanza strategica raggiunto: la Salerno Reggio Calabria, iniziata nel 1955 è stata conclusa in questo dicembre 2016, dopo appena 71 anni!
È una notizia che deve portarci a riflettere.
Se le cose in questi decenni non si sono fatte è stato non per mancanza di denaro, ma per inconcludenza dei politici, quasi sempre pavidi davanti a certi interessi della malavita.
Appena si è riusciti ad imporre una direzione di marcia, come per miracolo in poco tempo si è arrivati al lieto fine.

Noi del Tavolo per le imprese ci sentiamo parte di quella Sicilia che ci vuole provare, senza mai mollare, perché andando oltre una certa mentalità disfattista, siamo convinti che il futuro è nelle nostre mani, di noi siciliani.
Non dobbiamo aspettare nessuno che venga dal Continente a risolvere i nostri problemi.
I catanesi e i siciliani hanno le condizioni per farcela, basta decidere davvero di volerlo, come quando uno vuole togliersi il vizio della sigaretta.
Se uno decide davvero dentro la propria testa di non fumare più, da quel momento non fumerà più, sente un click nel cervello e in quell’istante ha svoltato.
Lo stesso deve e può avvenire con nostri antichi vizi e brutte abitudini.
Ripetiamo: il nostro futuro è nelle nostre mani!

Ancora un buon 2017 in pace con Dio e con gli uomini.


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