Tutti gli uomini aspirano alla libertà: liberalismo e futuro

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A quale paese è legata l’ideologia liberale?
L’idea liberale non è legata ad un’area geografica, è un’idea universale perchè tutti gli uomini aspirano alla libertà. In ogni caso storicamente l’iniziale culla del liberalismo sono stati i due grandi paesi anglosassoni, UK e USA.

Cosa succede nei regimi liberali?
Nei paesi che assecondano le idee liberali si limita il potere centrale a seguito della capacità di un popolo di convivere liberamente in maniera spontanea (e in effetti il liberalismo è una profezia che si autoavvera, ossia, se la gente ci crede, allora funziona).
Ci sono precondizioni affinché il liberalismo si affermi in territori che non sono stati storicamente liberali e potrebbero considerarlo un ‘prodotto’ culturale d’importazione?
La storia e il buon senso ci insegnano che un regime liberale necessita di un certo livello di civiltà per affermarsi.
La soglia minima affinché attecchisca sta nella capacità di una società di potersi migliorare attraverso la libera discussione tra le sue genti.
Quindi occorre un buon livello di alfabetizzazione e la fiducia reciproca, affinché le persone siano disposte a confrontare le diverse opinioni piuttosto che farsi la guerra.
In altre parole serve un buon capitale sociale e quindi: educazione al rispetto dell’altro, fiducia nelle istituzioni (con uno Stato autorevole e presente sul territorio) e, dato altrettanto importante, un sufficiente livello di benessere (affinché il popolo non sia frustrato dalla fame e perda lucidità).

E se un paese è ancora lontano dalle precondizioni per l’affermazione del liberalismo?
Nei casi in cui un paese non raggiungesse il livello minimo di civiltà necessaria, la cosa migliore che possa capitare a quel popolo è un despota illuminato (e bisogna farsene una ragione).

Ma c’è un modo per introdurre la ricetta liberale in un paese culturalmente arretrato?
Si, con un approccio alla concessione graduale di nuove forme di libertà.
Lo Stato dall’alto può costruire le precondizioni educando il popolo alla libertà.
E farlo comporta inevitabilmente un certo grado di autoritarismo (il cosiddetto comando impossibile “ti ordino di diventare libero”), come quando costringe le famiglie a mandare a scuola i propri figli.

Perché ci sono tanti Stati autoritari?
Se non si è pronti alle idee liberali e quindi alla sussidiarietà, al decentramento amministrativo e alle autonomie locali (in quanto quei territori finirebbero fuori controllo per l’incapacità di autogestirsi), allora è inevitabile l’accentramento dei poteri.
Perché, anche se è vero che c’è un potere educativo nella libertà, rimangono processi lentissimi.
E nei decenni per far progressi significativi è fondamentale che lo Stato investa moltissimo sull’education, a partire dai giovani e dalla scuola, per creare migliori cittadini per il domani, affinché questi sappiano apprezzare e gestire le proprie libertà.
Altrimenti i demagoghi, che nella storia umana ci sono sempre stati, potrebbero all’occasione convincere le persone che pace e progresso (ossia le tradizionali ansie del futuro), siano meglio preservate dall’uomo solo al comando.

Come concludere questa riflessione sul liberalismo?
In ultima analisi, se la storia camminasse in maniera unidirezionale, si potrebbe dire che col regime liberale si ha il graduale passaggio dall’oligarchia all’autentica democrazia.

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