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Un albero storto non si può raddrizzare

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C’è un’unica soluzione per Catania e per buona parte del Paese.
Abbiamo un ceto politico, in buona parte sempre lo stesso da vent’anni, incompetente e senza nessuna visione del futuro, che fanno politica perché ne amano i privilegi.
Buona parte dei funzionari pubblici sono stati assunti in maniera clientelare negli anni ’80, sono poco scolarizzati e abituati a far poco, sono demotivati e senza alcuna capacità organizzativa e incapaci di adeguarsi alla rivoluzione digitale.

Un albero storto non si può più raddrizzare, inutile menarsela con corsi di formazione.
C’è un’unica soluzione per salvarci, per permettere ai bambini una buona scuola, per permettere agli anziani una buona sanità, per permettere a tutti di trovare un posto di lavoro.

Far saltare l’insieme di regole con cui è stata costruita la Repubblica italiana che ci tiene imprigionati al presente squallore economico e morale, mandare a casa tutta quella gentaglia che fa politica da molti anni perché sono i primi responsabili del disastro, prepensionare  tutti i funzionari pubblici di qualsiasi settore che hanno raggiunto i 60 anni pagando le loro pensioni col sistema retributivo perchè ognuno deve avere la pensione per i contributi che ha versato (basta regali agli anziani rubando il benessere economico ai giovani) e immissione in ogni settore della pubblica amministrazione di giovani che la rendano veloce e digitalizzata.

Insomma, solo i giovani possono salvarci e oggi invece sono i più massacrati dalle regole del gioco inventate dai loro nonni e padri, con un egoismo generazionale spregevole.
Si riusciranno a stracciare le regole arbitrarie vigenti e fare la rivoluzione dei giovani?

Se in tanti continuano a emigrare e non rimangono qui a combattere per il loro futuro a casa loro, come  sta accadendo, mancheranno le energie rivoluzionarie necessarie e non si riuscirà a uscire dall’angolo.


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