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Una élite non può puntare sulla quantità

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La massoneria inizia con le confraternite dei tagliapietre medioevali che erano specializzate nelle costruzioni di cattedrali in stile gotico. Avevano un unico cliente, il clero, ed erano costrette a confrontarsi con le sue miserie umane.

Per reazione le confraternite elaborarono una spiritualità alternativa e segreta, perché con la Santa Inquisizione tutto era molto pericoloso, e si legarono con una fortissima solidarietà reciproca.
Passo dopo passo divennero il punto di riferimento delle correnti di pensiero dissidenti verso l’ordine costituito. Così, con la carta di Colonia del 1535, cominciarono ad ammettere nelle confraternite anche membri che non esercitavano materialmente alcuna attività edilizia. Solo nel 1717, quando i tempi furono maturi, sotto una veste rassicurante di associazione filantropica, uscirono allo scoperto a Londra.

Sono ancora un’organizzazione suggestiva ed una scuola di formazione alla vita ed alla tolleranza. Dal 2010 al 2012 ho avuto il privilegio di partecipare a 18 incontri. Il limite che mi è apparso di intravvedere è che se cerchi la quantità finisci per perdere la qualità. Ed in organizzazioni elitarie, la selezione all’ingresso e l’exit per chi non mantiene quelle particolari caratteristiche ed attitudini, non è un optional, direi che può considerarsi il più efficace metro di valutazione.


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