Uscire dalla condizione di vinti senza speranza

Condividi questo articolo:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp

In un mondo dove vanno omologandosi comportamenti e desideri, i tratti dell’essenza siciliana, che ci distinguono in quel qualcosa che gli altri non sono, può e deve esser il nostro valor aggiunto.
Questa sicilianità, spesso considerata una debolezza, può e deve diventare ragione di orgoglio.
Per farlo dobbiamo però uscir dall’angolo buio della Storia e non sembrare più un cane in catena scodinzolante quando lo Stato italiano gli butta un osso.
Nel ceto dirigente d’Italia c’è spesso sottotraccia un pregiudizio condito di razzismo che ci inquadra come cittadini di serie B. Penso sia arrivato il tempo di combatterlo a viso aperto con tutta la determinazione necessaria.
Questo ceto dirigente ha gravi colpe nella sfiducia che i siciliani hanno per le istituzioni, perché troppo spesso lo Stato italiano si è defilato indifferente davanti alle ingiustizie subite dalla nostra gente.
L’impoverimento sistematico del Sud, iniziato con la sanguinaria unità d’Italia e con l’estirpazione delle attività economiche più fiorenti spostate al Nord, prosegue ancora ai nostri giorni con il settentrione denso di infrastrutture logistiche e la Sicilia rimasta senza treni, con autostrade da terzo mondo e aeroporti minuscoli.
Per cambiare occorre che i giovani in questa società abbrutita e devastata dal malaffare, scrollandosi l’assuefazione al degrado, non scelgano più di emigrare e rimanendo impongano, con la massa critica e con uno scatto d’orgoglio, un radicale cambiamento di quella mentalità sciatta e rassegnata che, con un secolo e mezzo di colonizzazione e soprusi, si è formata dentro i siciliani.
È il momento giusto per l’affermazione di una nuova generazione di politici che faccia superare al popolo siciliano quella condizione di vinti senza speranza.
Giovani orgogliosi che facciano sentire la differenza rispetto ai soliti politicanti incapaci a Roma di far valere il proprio peso politico e gli interessi dell’Isola.
Nulla oggi è impossibile, perché con la rivoluzione digitale (una potente scintilla di speranza) esser informati e fare massa critica è molto più facile che in ogni altra epoca storica. Non c’è più nulla e nessuno da aspettare perché in qualsiasi parte del mondo l’unico sviluppo che funziona è quello endogeno. C’è solo da darsi da fare e non lasciar più ai politici di professione il monopolio delle cariche e delle responsabilità politiche.

Potrebbe interessarti:

Condividi questo articolo:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp

ARTICOLI RECENTI

Controvento

Sin dai tempi dell’università ho sempre lavorato per promuovere una grande madrepatria europea ed il miglioramento dei fondamentali della mia Isola: infrastrutture, sistema educativo, burocrazia,

Leggi tutto »